Sacred Spaces +

Sacred Space +: gesto rituale e spazio drammaturgico

Sacred Space nasce come progetto di ricerca performativa di Jolanda Moletta in cui voce, elettronica e spazializzazione sonora costruiscono uno spazio sacro contemporaneo: una soglia tra tecnologia e natura, tra corpo e invisibile. Creato e interpretato da Jolanda Moletta, il lavoro si dispiega attraverso quattro archetipi del femminile — la Sciamana, la Sibilla, la Mistica e la Strega — figure che hanno storicamente operato ai margini del potere spirituale riconosciuto, custodi di una conoscenza intuitiva e incarnata spesso perseguitata o resa invisibile.

La performance esplora come il femminile comunichi con l’invisibile attraverso la Natura come medium: cicli di decadimento e rinascita, risonanza geologica, respiro, fuoco, acqua, spazi sotterranei. Il corpo è strumento e memoria, la vocalità è priva di linguaggio semantico e attinge a una memoria arcaica condivisa che precede le parole. Il suono è oscuro, immersivo, testuale: toni sostenuti e respiri elementali elaborati attraverso elettronica live, feedback, distorsione e risonanze a bassa frequenza. Il pubblico non osserva: è invitato a sentire, a ricordare.

 

Sacred Space + è la nuova incarnazione di questo progetto, nata dalla collaborazione con Irene Fortunato e segnata dall’introduzione di un controller indossabile (Gripbeats) che ridefinisce il rapporto tra corpo, gesto e suono e il sistema di spazializzazione.

Il gesto

Il GripBeats è dotato di accelerometro, giroscopio e sensori di pressione. Comunica in MIDI Bluetooth tramite un’app proprietaria che permette la mappatura dei singoli parametri su qualsiasi DAW. Per la performance è stato scelto Ableton Live con Max for Live, che offre la massima libertà di programmazione e manipolazione in tempo reale.

Il gesto diventa così strumento: i movimenti della performer modulano dinamicamente non solo il processing della voce, ma anche gli elementi naturali che compongono il paesaggio sonoro — acqua, fuoco, terra, aria— espandendo le possibilità acustiche oltre i limiti  fisici del corpo ma mantenendo una qualità organica. Il confine tra naturale e digitale si dissolve: la voce e la natura, elaborate in real time, generano strati complessi in cui musica, gesto e ambiente si fondono.

La spazializzazione

Il sistema sonoro prevede l’utilizzo dell’ambisonic in integrazione con tecniche di panning tradizionali per la gestione dello spazio in live. La configurazione immaginata è in quadrifonia o ottofonia, con l’aggiunta di altoparlanti asimmetrici posizionati in punti specifici della sala. Questi diffusori aggiuntivi introducono elementi narrativi e scenografici, trasformando lo spazio in un territorio sonoro che circonda e coinvolge il pubblico.

Drammaturgia dello spazio

I quattro quadri della performance — Sciamana, Sibilla, Mistica, Strega — sono ambientati acusticamente in luoghi storicamente sacri al femminile: le Grotte del Caviglione in Liguria, l’Antro della Sibilla a Cuma, una chiesa medievale e infine una casa. Il viaggio procede dal grande al piccolo, dallo spazio aperto e cavernoso all’intimità domestica, usando riverbero e spazializzazione come drammaturgia: il suono respira, avvolge e costruisce ogni volta un ambiente liminale diverso, conducendo il pubblico in un rapporto sempre più intimo con la performance.

La tecnologia non è strumento di controllo ma estensione sensibile del corpo — un organismo che risponde al gesto e amplifica l’intelligenza incarnata della performer.